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VACANZA A LAMPEDUSA
Tutti riuniti all'imbarco per andare a O SCIA, il noto festival di mousike: Odi, Suoni, Cori, Inni Apollinei. |
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VACANZE A LAMPEDUSA
In questo tardo scorcio d’estate sono riuniti nella sala d’attesa del porto di Atene i più grandi esponenti della cultura locale, pronti ad imbarcarsi sulla Fidia, l’ultimo modernissimo gioiello armatoriale, splendida galera triremi, equipaggiata con eccellente dotazione propulsiva di talamiti, zigiti e traniti di primissima scelta, che nei prossimi quaranta giorni veleggerà per il Mediterraneo diretta verso la meta turistica più alla moda di tutti i popoli del Mediterraneo: l’isola di Lapadusa presso l’arcipelago delle Pelaghìe.
Secondo alcune attendibili indiscrezioni sembra che alcuni di loro siano stati invitati a partecipare al festival di mousiké denominato O SCIA ossia Odi, Suoni, Canti, Inni Apollinei. Tale manifestazione si ripete da alcuni anni con l’intento di fornire un momento di distensione fra i popoli del Mediterraneo, affinché Greci, Fenici, e Cartaginesi abbiano una proficua occasione di pacifico incontro. (Naturalmente l’elenco ufficiale dei partecipanti fino all’ultimo sarà coperto da assoluto riserbo, come di consueto il fattore sorpresa è considerato fondamentale per la riuscita di tale manifestazione)
Ci aggiriamo fra la folla dei vip tentando di captarne i discorsi. Ecco qualcuno disposto a rilasciarci una dichiarazione, è il grande Empedocle:
- Certamente, io sarò l’ospite d’onore, canterò “Acqua nell’acqua” infatti è palese che l’abbia dedicata a me. Quel presuntuoso di Talete pensava che fosse per lui... e invece, come vedete, non è stato nemmeno invitato. Ora vogliate scusarmi...- Empedocle si allontana da noi e si siede insieme al gruppo radunato a sinistra: sono tutti impegnati nell’interessante lettura di un romanzo:“La zia di Lampedusa”.
Al centro i due personaggi più celebri sono intenti a discutere animatamente fra loro, ma di cosa parleranno? Aristotele dissente su alcuni contenuti: - Questo cantante ha le idee un po’ confuse in tema di logica. Ad esempio: Piccolo aut Grande, sono termini che si escludono a vicenda. Dunque un amore non può essere nello stesso tempo sia piccolo che grande! Non parliamo dell’indecisione fra un nuovo giorno e un giorno nuovo! Tautologie! Non sono altro che tautologie, prive di senso. –
- In effetti – interviene Platone - sembrerebbe sulla strada giusta quando dice: “ e si torna a scendere in pista per un altro viaggio” é un chiaro riferimento alla dottrina della metempsicosi, ma subito dopo ricade in confusione quando afferma che “l’unica paura che resta del futuro è di non esserci” dunque entra in palese contraddizione con quanto affermato poc’anzi!-
- E com’è? Ti sembra normale uno che dice: “tra sparire e sparare”? E che sono? Due termini di paragone?
Interviene Socrate: - E’ tutta invidia la vostra, il giovane cantante ha capito benissimo che la verità non si può mai affermare una volta per tutte. Si vede che ha ascoltato i miei insegnamenti, infatti dice proprio il mio errore fu di errare e poi aggiunge scriverò il mio nome sui fogli della gente fino a sapere come mi chiamo e non chi sono veramente. (1)
Mentre Socrate si volta e si allontana, (perché evidentemente preferisce lasciarli cuocere nel loro brodo) Aristotele ribatte:
- Io, veramente, gli darei due in logica... uno che dice: io starò con te / sia insieme a te / sia senza te/ tu, tu mai sarai né senza me né insieme a me...(2)-
Gli risponde, più indulgente, Platone:
- Mah! Mostrerebbe di aver capito le basi della metempsicosi quando afferma che: si torna a scendere in pista un altro viaggio e io sono qui! Purtroppo mi cade in confusione quando conclude dicendo: “l’unica paura che resta del futuro è di non esserci!”(1)-
Aristotele ribadisce, irremovibile e spietato:
- Appunto, è in pieno turbamento logico: “ tra sparare oppure sparire scelgo ancora di sperare “ oppure, vi sembra sensato : “ resto qui a viverti per vivere da qualche parte a mettere le porte al vento per questo sono qui”(1) ma che razza di discorsi fa questo giovine?-
Ecco, sul lato destro raggiungiamo Zoroastro e Tolomeo che, facendo girare le sfere, discutono con un gruppo di giovani ascoltatori. Il primo si interroga:
- Ma cosa vorrà dire “una luna affilata tagliare i fili che legano le stelle(3)... perché hai fatto il mondo così triste Dio?(3)” e cosa c’entra il prendersela con Dio? Prima fa confusione, poi si deprime e non sa con chi prendersela! Tutti uguali questi giovani!
- E perché,- ribatte Tolomeo - cosa significherà ”e nascoste nell'ombra della sera poche stelle” ... e “Lunghe corse affannate incontro a stelle cadute?” (4) Semmai le stelle sono cadenti! Questo ragazzo ha le idee poco chiare in ambito astronomico!-
Interviene Archimede, pur restando chino a leggere davanti a loro:
- Forse avrebbe solo bisogno di qualche lezione. Tutto sommato è intelligente, si pone anche dei quesiti interessanti, come quando chiede: perché crescono i capelli come l'erba sopra le campagne? e i pesci ed i coralli hanno mai veduto le montagne? chi colora una farfalla? e stanno le isole a galla? perché il cielo è così azzurro quando l'aria è trasparente e non si tocca? e le stelle fanno un carro? e la luna ha veramente occhi naso e bocca?-(7)
- Già! - Lo interrompe sarcastico Zoroastro:
- e poi però si chiede pure se ci fossero due soli, che così sarebbe sempre giorno e perché pure gli animali non si fanno un fuoco e stanno intorno, e perché l'acqua non si può tagliare, e se è maschio o femmina il mare, e se si può scavare un pozzo fino al centro della terra!(7) Per me è un caso irrecuperabile, temo che le scienze naturali non siano affatto il suo forte! –
In conclusione torna alla carica Archimede:
- Allora non parliamo di quando canta non ti ricordi migravamo come due gabbiani... (5) ma i gabbiani... mica migrano! –
- E perché, le lattughe invece ridono? – Chiede sghignazzando Tolomeo: - ma lui se ne infischia, e canta serafico che le ragazze ridono fresche come mazzi di insalata...(6)-
Il gruppo di sinistra ( costituito da Averroè – Empedocle – Pitagora – Ipazia – Parmenide – Eraclito) vede tutti intenti a leggere “La zia di Lampedusa”. Aspettando la partenza si documentano con diligenza. Eccoli qui i nostri vip, sono tutti pronti a partecipare al muosiké lampedusano O SCIA ossia: Odi, Suoni, Canti, Inni Apollinei. Al centro, in piedi, notiamo subito il grande Parmenide che secondo alcune accreditate voci interpreterà “Niente più”, brano che sarebbe stato tratto dalla sua opera “Sulla verità”. Gli chiediamo una conferma. Ecco che ci concede, in esclusiva una dichiarazione:
- Certo,- afferma il filosofo con soddisfazione evidente - il brano afferma perfettamente la verità, che io ho già ampiamente documentato, cioè che ciò che è, è , e sarà per sempre. Come ho avuto modo di esporre chiaramente: l’essere è e non può non essere, mentre il non essere non è e non può mai essere, non è mai possibile che sia! Chiaro, no?-
Sembra che Eraclito, appoggiato in disparte, non sia molto d’accordo. Chiediamo una sua opinione. E’ restio a concedere dichiarazioni, ma alla fine ci dice, accennando a Parmenide:
- Non date ascolto a quel ciarlatano, il cantante si esprime chiaramente secondo la mia visione della verità, che è l’unica autentica, infatti dice: come siamo cambiati neanche il passato è più quello dei tempi andati si sa com'è ma non come fu le cose stan cambiando mentre ci cambiano (10) –
Ma, inviperito, interviene di nuovo Parmenide:
- Come al solito tu non hai capito proprio niente, infatti dice proprio il contrario perché afferma che: le cose della vita girano sempre qua, in orbita infinita, perché fu è o sarà la vita un viaggio od un destino ogni cosa cara o vana torna come un boomerang.-(10)
- Non dategli ascolto, quello vaneggia – ci avverte Eraclito senza scomporsi, poi con aria soddisfatta affonda la stoccata finale:
- E’ ovvio che il giovane cantautore è un mio discepolo, lo sanno tutti che sono io, solo io, il “filosofo dei fiumi”, dunque a chi altri potrebbe riferirsi quando canta: Sono acqua di foce ed è una croce non sapere mai se la mia voce è fiume o oceano e non c'è no fiume che due volte sia capace di bagnarmi e darmi pace perché il tempo se ne va e tutto tace ... sono acqua di fonte che al suo monte non può ritornare e il mio orizzonte è solo vivere e vivere da solo come un sasso di un torrente che non ferma la corrente perché il tempo se ne va e lascia niente.- (11)
Una dolce figura alle spalle di Parmenide ci fa timidamente un cenno di voler intervenire. E’ Ipazia, forse ha una dichiarazione da fare. Ci rivela con un certo disappunto:
- Sto andando a Lampedusa per una ragione precisa e importantissima, esigo chiarimenti! – La sua voce squilla, inaspettatamente alterata, e continua: - Devo assolutamente chiedergli dei chiarimenti, e una rettifica: ci deve essere stato senz’altro un errore nel titolo, c’è quella vecchia canzone... Izia ma che significherebbe Izia? Avete presente quella canzone che fa: 'Izia dove vai coi sogni tuoi? quando rimani da sola che fai? Che dire al gatto di te ...(9) Sono certa che voleva dire “Ipazia”,per dedicarla a me, unica grande donna filosofa dell’antichità, però non può continuare così, a lasciarmi nell’incertezza! Esigo una rettifica, pubblica e ufficiale! E poi deve spiegarmi cosa c’entra il gatto...- Interrompiamo la sua prorompente protesta per chiederle se, e come, pensa di potergli parlare, dato che notoriamente il cantante è inavvicinabile, “blindato” fra le sue guardie del corpo, ma Ipazia non sembra preoccupata di questo, ha già escogitato una strategia e ci risponde con decisione: - Oh! State tranquilli che troverò io il modo di farmi ricevere, dovrà darmi spiegazioni, riuscirò ad avvicinarlo... a costo di tirargli contro un oggetto... non troppo pesante, magari un oggetto utile e carino... ad esempio uno di questi libri qui! - Conclude determinata, accennando alle copie del romanzo “La zia di Lampedusa”. Vorremmo ribattere che ci sembra un uso alquanto improprio, ma si intromette nuovamente Empedocle e ci dichiara, di nuovo, soddisfatto: - Sapete? Io canterò “Acqua nell’acqua”! Sono io il vero ospite d’onore, non date ascolto agli altri! E’ palese che il cantante si ispiri spesso a me, come quando canta Vivi! La conoscete? – Senza lasciarci il tempo di rispondergli attacca con una voce in falsetto piuttosto stridula:- vivi eravamo come aria semplice, vivi eravamo come fuoco giovane, a cuore nudo vivi eravamo come acqua umile, vivi come terra fertile-(8) Per fortuna, sulle stecche acute dell’ultima frase, si ferma da solo.
Tratteniamo a stento le risate, ci complimentiamo e segretamente ci auguriamo che a Lampedusa, quando canterà lui, usino prudentemente il playback.
Dal porto di Atene è tutto, attendiamo l'imbarco, arrivederci a Lampedusa.
RIFERIMENTI MUSICALI:
(1) IO SONO QUI
il mio errore fu di errare
e non ero un eroe
ma sono vivo
e sono qui
...
scriverò il mio nome
sui fogli della gente
fino a sapere come
mi chiamo e non chi sono veramente
ma quaggiù sto
a chiedere perdono
se sono un uomo giusto
ma sono giusto un uomo
e si torna a scendere in pista
un altro viaggio
e io sono qui...
l'unica paura che resta del futuro
è di non esserci
(2) DOMANI MAI
io starò con te
sia insieme a te
sia senza te
tu
tu mai sarai
né senza me
né insieme a me
(Aristotele) In logica gli darei due!
(3) VIA
una luna affilata tagliare
i fili che legano le stelle
...
perché hai fatto il mondo così triste Dio?
(4) E TU
”e nascoste
nell'ombra della sera poche stelle” ...
e lunghe corse affannate incontro a stelle cadute?
(Tolomeo) Semmai stelle cadenti! Questo ragazzo ha le idee un po’ confuse in fatto di astronomia!!!
(5) SABATO POMERIGGIO
passerotto ma che senso ha
non ti ricordi
migravamo come due gabbiani
(Ma i gabbiani mica migrano!)
(6) L’AMICO E DOMANI
le ragazze ridono fresche come mazzi di insalata
Perché le lattughe invece ridono?
(7) NASO DI FALCO
perché crescono i capelli
come l'erba sopra le campagne
e se i pesci ed i coralli hanno
mai veduto le montagne
chi colora una farfalla
e se stanno le isole a galla
perché il cielo è così azzurro
quando l'aria è trasparente
e non si tocca se le stelle
fanno un carro
se la luna ha veramente
occhi naso e bocca
se l'inferno non esiste
non è anche dentro me
naso di falco
a becco in su
sull'albero più alto
guarda laggiù
... (Archimede) tutto sommato ci pone alcuni interrogativi interessanti
se ci fossero due soli
che così sarebbe sempre giorno
perché pure gli animali
non si fanno un fuoco e stanno intorno
l'acqua non si può tagliare
e se è maschio o femmina il mare
se si può scavare un pozzo
fino al centro della terra
(Zoroastro) Temo che le scienze naturali non siano affatto il suo forte!
(8) VIVI
vivi eravamo
come aria semplice
vivi eravamo
come fuoco giovane
a cuore nudo vivi eravamo
come acqua umile
vivi come terra fertile
(Empedocle: La dottrina degli Elementi)
(9) IZIA
'Izia dove vai
coi sogni tuoi?
quando rimani
da sola che fai
che dire al gatto di te ...
(Ipazia) Devo assolutamente chiedergli dei chiarimenti, e una rettifica: ci deve essere stato senz’altro un errore nel titolo,
voleva dire “Ipazia”,per dedicarla a me, unica filosofa dell’antichità, che significherebbe Izia?
(10) CARAVAN
come siamo cambiati
neanche il passato è più
quello dei tempi andati
si sa com'è ma non come fu
le cose stan cambiando
mentre ci cambiano...
le cose della vita
girano sempre qua
in orbita infinita
noi siamo di loro proprietà
così ce le prendiamo
qui con noi vivono
quando poi ce ne andiamo
peccato loro non piangono
perché fu è o sarà
la vita un viaggio od un destino...
ogni cosa cara o vana
torna come un boomerang
(Eraclito o Parmenide?)
(11) CUORE D’ALIANTE
sono acqua di foce ed è una croce
non sapere mai se la mia voce
è fiume o oceano e non c'è no fiume
che due volte sia capace
di bagnarmi e darmi pace
perché il tempo se ne va e tutto tace
...
sono acqua di fonte che al suo monte
non può ritornare e il mio orizzonte
è solo vivere e vivere da solo
come un sasso di un torrente
che non ferma la corrente
perché il tempo se ne va e lascia niente
(Eraclito: non ci si può bagnare due volte allo stesso fiume)
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